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Agenzia delle Entrate e indagini bancarie e finanziarie per contrastare l'evasione fiscale

Agenzia delle Entrate e indagini bancarie per contrastare l'evasione

L'art. 11, comma 4, del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 ha introdotto una disposizione fondamentale per il sistema di accertamento fiscale in Italia, stabilendo come le informazioni comunicate all'anagrafe tributaria possano essere utilizzate dall'Agenzia delle entrate per individuare i contribuenti a rischio di evasione fiscale. In questo contesto, si fa riferimento anche all'art. 7, comma 11, del D.P.R. n. 605/1973, che regola l'uso delle informazioni raccolte a fini fiscali, chiarendo che tali dati non possono essere impiegati automaticamente per giustificare un accertamento fiscale.

L'uso delle informazioni dall'anagrafe tributaria

Il riferimento all'art. 7, comma 11, del D.P.R. n. 605/1973 è cruciale per comprendere le modalità di utilizzo dei dati. Le informazioni comunicate all'anagrafe tributaria sono raccolte per scopi specifici, tra cui la richiesta e la risposta alle comunicazioni telematiche. Tuttavia, non possono essere utilizzate automaticamente come base per l'accertamento fiscale. Questo significa che l'Agenzia delle entrate deve seguire un processo definito e non può fare affidamento esclusivamente su questi dati per determinare l'ammontare delle imposte dovute. La normativa impone restrizioni per garantire che i dati siano utilizzati solo quando strettamente necessario e per scopi legittimi.

Il ruolo delle autorizzazioni preventive

Un aspetto fondamentale del sistema di accertamento fiscale previsto dalla normativa è la necessità di ottenere un'autorizzazione preventiva prima di utilizzare i dati raccolti. L'Agenzia delle entrate non può utilizzare le informazioni dell'anagrafe tributaria senza il permesso del direttore centrale dell'accertamento o del direttore regionale dell'Agenzia stessa. In caso di intervento della Guardia di Finanza, è richiesta l'autorizzazione del comandante regionale. Questo meccanismo di autorizzazione preventiva garantisce che l'uso delle informazioni avvenga solo in situazioni giustificate da motivi concreti e nel pieno rispetto dei diritti dei contribuenti.

Utilizzo dei dati per l'individuazione dei contribuenti a rischio

Sebbene le informazioni comunicate all'anagrafe tributaria non possano essere utilizzate direttamente per giustificare un accertamento fiscale, esse rappresentano un punto di partenza per l'individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione fiscale. L'Agenzia delle entrate può, dopo aver ottenuto l'autorizzazione, accedere a ulteriori dati finanziari, tra cui quelli relativi ai rapporti bancari, alle operazioni finanziarie e alle garanzie prestate da terzi. Questi dati aggiuntivi possono essere utilizzati per approfondire l'analisi e verificare eventuali discrepanze o comportamenti sospetti, che possano giustificare l'avvio di un controllo fiscale.

Leggi l'approfondimento: "Indagini bancarie e Agenzia delle Entrate: norme, limiti e diritti del contribuente"

L'importanza della protezione dei dati

Un aspetto essenziale della normativa riguarda la protezione dei dati personali dei contribuenti. La legge stabilisce che le informazioni fiscali raccolte non devono essere utilizzate in modo indiscriminato e che ogni intervento dell'Agenzia delle entrate deve essere autorizzato. Questo sistema di protezione dei dati serve a garantire che l'accesso alle informazioni fiscali sia sempre giustificato da un motivo legittimo e che non vengano violati i diritti dei contribuenti. Le autorizzazioni preventive da parte delle autorità competenti sono un meccanismo di controllo che assicura che l'attività di accertamento fiscale non diventi invasiva o ingiustificata.

L'evasione fiscale in Italia

In Italia, l'evasione fiscale rappresenta un fenomeno di rilevanza strutturale, con un impatto significativo sulle finanze pubbliche. Le stime sull'evasione fiscale in Italia sono tra le più alte d'Europa, con alcune analisi che suggeriscono un ammontare che potrebbe superare i 100 miliardi di euro all'anno. Questo elevato livello di evasione fiscale crea una maggiore pressione fiscale per i contribuenti onesti e rende essenziale l'adozione di politiche più efficaci per contrastare il fenomeno. L'uso delle informazioni raccolte tramite l'anagrafe tributaria, in combinazione con altre fonti di dati, rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione delle autorità fiscali per combattere l'evasione.

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