Palazzo Dei Notai: sgombero per Stefano Salvati. Indaga la magistratura

Stefano Salvati, regista e autore di importanti videoclip per Vasco Rossi, oltre che del film Albachiara, si trova al centro di una vicenda legata all’utilizzo di un ufficio presso Palazzo Dei Notai, a Bologna. L’ufficio gli era stato concesso in via temporanea e gratuita dall’ex assessore Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti, per ospitare l'attività dell’associazione Videoshow, di cui Salvati è il fondatore e il principale promotore. Tuttavia, la situazione si è complicata quando il Comune di Bologna ha deciso di chiedere lo sfratto immediato, motivando la sua richiesta con l'uso esclusivamente privato dei locali da parte di Videoshow, senza alcun servizio pubblico diretto.
L'attività di Videoshow e la controversia
Dal 15 marzo scorso, l’associazione Videoshow aveva avviato, all’interno dei locali di 244 mq affacciati su Piazza Maggiore, una serie di corsi gratuiti di regia, scenografia e montaggio destinati ai giovani talenti. Questi corsi sono stati visti come un’opportunità per formare nuovi professionisti nel campo audiovisivo, ma il Comune ha ritenuto che l’attività non rispondesse ai criteri di utilità pubblica per cui i locali erano stati concessi. Per questa ragione, è stato emesso un ordine di sfratto esecutivo, con l’intenzione di richiedere anche un risarcimento danni, poiché l'ente pubblico avrebbe potuto utilizzare diversamente i locali, ad esempio per altri progetti pubblici o sociali.
L’associazione, tuttavia, ha respinto le accuse, sottolineando che i corsi erano gratuiti e che l’iniziativa aveva come obiettivo la formazione e la crescita culturale di giovani professionisti, senza fini di lucro. Emanuela Zaccherini, portavoce di Videoshow, ha parlato di un atteggiamento di chiusura da parte dell’amministrazione comunale, che, secondo lei, non solo non ha sostenuto l’iniziativa, ma ha anche ostacolato alcuni progetti ambiziosi, come quello per la realizzazione di un videoclip di Gigi D’Alessio a Bologna. Secondo l’associazione, il Comune non avrebbe mai fornito un supporto concreto per la realizzazione di tali progetti.
La posizione di Nicoletta Mantovani e il punto di vista del Commissario
Nicoletta Mantovani, che aveva concesso l’ufficio a Salvati in qualità di ex assessore e vedova di Luciano Pavarotti, si è dichiarata favorevole alla posizione del Commissario del Comune, in quanto ritiene che il progetto di Videoshow non fosse formalmente un bando pubblico ma piuttosto una concessione temporanea. Mantovani ha comunque espresso l’auspicio che, una volta eletto, il nuovo sindaco di Bologna possa rivedere la questione e rivalutare il progetto, considerandone l’importanza per la città e per i giovani talenti locali.
Le dichiarazioni di Stefano Salvati e le possibili implicazioni legali
Stefano Salvati, da parte sua, ha dichiarato di sentirsi tranquillo riguardo alla vicenda. Secondo quanto affermato dal regista, aveva ricevuto diverse indicazioni legali che lo autorizzavano a proseguire con l’utilizzo dell’ufficio, senza considerare che i termini del progetto fossero stati superati. Salvati ha anche precisato che l’associazione Videoshow è un’organizzazione no-profit, il cui scopo principale è quello di realizzare progetti culturali a favore della comunità, ma che, a causa di difficoltà economiche, non è riuscita a completare tutte le iniziative previste, per mancanza di fondi.
La questione è ora al centro di un'indagine da parte della procura, che sta considerando l'ipotesi di aprire un’inchiesta per chiarire se ci siano stati degli illeciti nella gestione della concessione dell’ufficio o nella procedura seguita per lo sfratto.
La procedura dello sfratto e la sua regolarità
La procedura di sfratto avviata dal Comune di Bologna ha sollevato diversi interrogativi, soprattutto riguardo alla regolarità della concessione dei locali e alle modalità con cui è stata gestita. Se da un lato l’amministrazione sostiene che l’uso dei locali fosse privato e non conforme agli scopi per cui erano stati destinati, dall’altro la Videoshow e la stessa Nicoletta Mantovani insistono sul fatto che si trattava di un progetto di grande valore culturale per la città. Questo contrasto tra le posizioni delle parti coinvolte è alla base di una vicenda che si preannuncia complessa da risolvere.
L’attesa di un chiarimento
La vicenda di Stefano Salvati e dell’associazione Videoshow potrebbe avere ripercussioni sul panorama culturale e creativo di Bologna, specialmente per quanto riguarda le opportunità offerte ai giovani talenti nel settore audiovisivo. In attesa di un possibile intervento del nuovo sindaco e di un eventuale chiarimento sulla regolarità della procedura, la situazione resta incerta. La decisione della procura di valutare l’ipotesi di un’indagine potrebbe portare a ulteriori sviluppi, ma per ora rimane l’incognita sulla possibilità di salvare il progetto di Salvati e rilanciare le sue iniziative culturali.