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Certificazione energetica edifici: requisiti per i tecnici e novità normative

Il decreto sui requisiti in materia di certificazione energetica

Il tema della certificazione energetica è sempre più centrale nella gestione degli edifici, sia in termini di efficienza che di sostenibilità. Il decreto legislativo n. 192/2005, che recepisce la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia, stabilisce i principi per garantire standard uniformi in tutta Italia.

Lo schema di regolamento per i certificatori energetici

Lo schema di regolamento previsto dal d.P.R., attualmente in fase di esame presso il Consiglio dei Ministri, rappresenta un tassello fondamentale per l’attuazione del decreto legislativo. In particolare, l’art. 4, co. 1, lettera c, del d.lgs. n. 192/2005 stabilisce l’emanazione di un regolamento volto a:

  • Definire i requisiti professionali per i certificatori energetici.
  • Stabilire i criteri di accreditamento per garantire la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi di certificazione.
  • Assicurare omogeneità e trasparenza nell’applicazione delle norme a livello nazionale.

Requisiti per diventare certificatore energetico

Per ottenere l’abilitazione, il tecnico deve soddisfare specifici requisiti formativi e professionali:

  1. Titolo di studio: diploma di istruzione tecnica nei settori tecnologici o laurea.
  2. Iscrizione all’Ordine professionale di riferimento.
  3. Formazione specifica: frequenza di corsi autorizzati sulla certificazione energetica degli edifici, della durata minima di 64 ore, approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con i Ministeri delle Infrastrutture e dell'Ambiente.

Responsabilità del certificatore

Il tecnico che redige l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è considerato “direttamente responsabile” del documento. L’ACE, infatti, ha valore di atto pubblico, conferendo un’importante valenza giuridica al certificato. Inoltre, all’atto della sottoscrizione, il certificatore deve dichiarare l’assenza di conflitti di interesse:

  • Non deve essere coinvolto nelle attività di progettazione o costruzione dell’edificio certificato.
  • Non deve avere legami con i produttori dei materiali utilizzati.

Omogeneità a livello nazionale

Il decreto prevede l’introduzione di linee guida nazionali per armonizzare il processo di certificazione in tutto il territorio italiano. Questo approccio mira a superare le disparità regionali, garantendo uniformità e trasparenza nella gestione della materia.

Verso una maggiore sostenibilità

La certificazione energetica non è solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento fondamentale per promuovere l’efficienza energetica, ridurre le emissioni e migliorare il comfort abitativo. L’implementazione di regolamenti chiari e uniformi rappresenta un passo importante verso una maggiore sostenibilità ambientale e un uso più responsabile delle risorse.

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